Un noir a tinte forti, hard boiled ma in salsa francese; un divertissement umoristico che rimescola i generi, deride l'intellettualismo, senza mancare di qualche riflessione più profonda anche politica e senza mai smettere di giocare con i piani interpretativi, le sotto tracce; un meta-romanzo godibilissimo, che non si prende troppo sul serio e straripa di ironia e autoironia tra rimandi e suggestioni, un pastiche che riflette su sè stesso snocciolando arguzie e pillole di erudizione ma senza saccenza, un gioco che si adatta a molti palati.
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| Laurent Binet |
Siamo nel 1980, l'ambientazione è per lo più puntuale: Parigi, l'Italia, gli Usa; le proteste studentesche, il terrorismo rosso, la guerra fredda; le battaglie intellettuali sulla filosofia e sulla linguistica o più precisamente tra semiologia e semiotica a seconda della specifica impostazione interpretativa che separa e oppone continentali (francesi, par excellence) e non (anglo-americani) dai due lati dell'Atlantico.
Il plot poliziesco dipana da un banale incidente stradale dall'esito mortale a una indagine su un furto per cui è in gioco la sicurezza nazionale, fino alla epifania della soluzione. La strana coppia protagonista è formata da un poliziotto, conservatore, e un dottorando in semiotica, sinistrorso, che ha il compito di rendere intelligibile il filosofese da accademia al segugio impegnato nelle indagini. L'intera avventura è lo sprofondamento nel girone degli intellettualismi da università, con tonalità che variano dal circense alla spy story. Non mancano gli omicidi, le sette segrete, le spie dall'est, ma la peculiarità è la presenza di personaggi ed eventi reali abilmente incastonati nel racconto usati come elementi veri a sostegno della vicenda inventata, l'impossibile plausibile.
Una girandola tale che più di un lettore sorriderà accarezzando la molteplicità interpretativa offerta dai fatti veri così amabilmente prestati a fare da supporto a una fervida immaginazione.
Come nella Commedia di Dante anche questo inferno pullula di personaggi eccellenti: Roland Barthes, Foucalt, Althusser, Guattari, Deleuze, Derrida, Lyotard Rorty, Searle, Bernard Henri-Lévi, Umberto Eco ed anche personaggi dello spettacolo Monica Vitti, Anotnioni e politici come Mitterand e Giscard d’Estaing; quasi un tributo all'effervescenza intellettuale che fu, sia pur smascherata nei suoi narcisismi e lati oscuri di un periodo tardo rivoluzionario della fantasia al potere, che portò liberazione e morte.
Chi avrebbe potuto sospettare così perfettamente credibili in ruoli da 007 contanti seriosissimi eruditi ed accademici?
Lettura consigliata, se poi avete un minimo di dimestichezza con gli anni '80 e qualche minima nozione di filosofia dell'epoca, il pasto sarà ancora più gustoso.
[ La settima funzione del linguaggio - Laurent Binet - La nave di Teseo ]

















