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24 mar 2022

Il poeta greco da Alessandria d'Egitto

Konstantinos Kavafis
Benché sia nato e vissuto per la maggior parte della sua vita in Egitto, il poeta Konstantinos Kavafis (1863-1933), aveva genitori greci e scrisse le sue opere nella lingua degli antichi filosofi. 

Anticonformista problematico, omosessuale, segnato da un impulso all'autosegregazione e vergogna, la fama inizia dopo i quarant'anni e dopo la morte assurgerà al riconoscimento tra i più grandi poeti greci

Delle centocinquantaquattro poesie che compongono la sua produzione segnaliamo la pregevole traduzione italiana di una selezione di quaranta a cura di Guido Ceronetti

Le poesie di Kavafis sono carezzevoli, eleganti, insieme antiche e moderne, semplicemente meravigliose, in particolare segnalo “Aspettando i barbari” e “Perché tornino”. 

Buoni sogni! 

[ Un’ombra fuggitiva di piacere / Konstantinos Kavafis / a cura di Guido Ceronetti / Adelphi ]


23 gen 2022

Deve essere pazza

Charly Cox
La copertina è chiara, tre parole ripetute otto volte su altrettante righe: deve essere pazza (nella versione originale: She must be Mad). Difficile non pensare al Jack Torrance che scrive ossessivamente "Il mattino ha l'oro in bocca" alla macchina per scrivere nel Overlook Hotel... quindi la curiosità è catturata, libro preso. 

Si tratta di una silloge di una giovanissima britannica (classe 1995), una ragazza come tante (forse giusto una sensibilità più pronunciata, e un disturbo bipolare...) che sfogava frustrazioni amorose e tormenti generazionali pubblicando poesie su Instagram, ma non è solo questo. 

Il libro, la sua opera prima, publicato nel 2018, è stato un successo tanto da fare di Charly Cox (questo il nome della giovane poetessa) una testimonial per la ricerca sulle malattie mentali e assurgere tra le prime venti power player da tenere d'occhio per il futuro (almeno secondo la rivista Elle), sicuramente è diventata un punto di riferimento per moltissime giovani che hanno letto le sue poesie.

Una lettura piacevole, non banale; pop ma non in senso squalificante, piuttosto nel significato di contemporaneità e di quotidianità condivisa da moltissimi giovani.

[ Deve essere pazza / Charly Cox / Harper Collins ] 


20 nov 2021

Honza: una beatnik a Praga

Jana Černá"Honza"
(1928-1981)

Era il 1951 quando Jana Černá consegnò il manoscritto "Clarissa a jiné texty" (Clarissa e altri testi) allo scrittore Ivo Vodseďálek per la pubblicazione, salvo cambiare idea solo pochi giorni dopo, arrivando persino alle minacce per farsi restituire il manoscritto e le prime copie già stampate (quattro in tutto...). Il materiale fu restituito ma Vodseďálek conservò una trascrizione che poi pubblicò ma solo nel 1990, quasi dieci anni dopo la morte dell'autrice.  

Il materiale di "Clarissa" scritto da Honza (il diminutivo usato dai suoi amici) comprende alcuni racconti e qualche breve testo in versi, una fantasia provocatoria, libera, femminista, anti-borghese, a tinte forti in perfetto stile beat; il titolo con cui è stato pubblicato in italiano nel 1992 e che riprende il primo verso di una delle poesie della raccolta, non lascia adito a dubbi: "In culo oggi no"

Honza ebbe una vita tormentata e non priva di ombre compresa una condanna per incuria verso i figli, i suoi amici (con cui componeva un circolo di intellettuali e artisti a Praga, tra cui lo scrittore Bohumil Hrabal e il filosofo Egon Bondy, il fotografo Vladimír Boudník) la descrivono come una donna intelligente, piena di humor, ma incapace di badare a sé stessa, sempre sospesa sulla miseria, una poetessa maudite. Sua madre, morta nel 1944 nel campo di concentramento di Ravensbrück, era Milena Jesenská, la celebre Milena di Kafka e anche se Jana non conobbe mai il celebre scrittore, morto nel  1924, quattro anni prima della sua nascita, ugualmente (come testimoniato dai suoi amici) si vedeva come "la figlia di Franz Kafka", il che rende ancora più suggestiva l'ombra tragica che avvolse la sua triste vita. Jana fu sfortunata ma non rassegnata, sicuramente emancipata e libera, anche se dovette combattere con la miseria e adattarsi ad ogni sorta di espediente per sopravvivere.

Praga

I testi di "Clarissa" sono spregiudicati, erotici, persino pornografici, liberi e scanzonati, di certo non lasciano indifferenti... come scrive la stessa Honza: "ho letto di nuovo quel che ho scritto e mi sono spaventata".

[ In culo oggi no / Jana Černá / edizioni e/o]


10 ott 2021

Insani gesti

Alesandra Carnaroli
Un libricino, breve e di formato minuto, niente immagine di copertina (è già un buon segno), finalmente leggere poesie, se ne sente il bisogno, come di questi esercizi macabri, un'enumerazione di tentati suicidi e altrettanti assassinii, 50 + 50 a fare numero tondo. 

Qual'è il senso? Perché, piuttosto che no?

Disperazione forse, traumi, desiderio di liberazione... la banalità del quotidiano che diventa furia omicida, autodistruttiva o fuga,  definitiva, termine della corsa. Ma non c'è tensione dinamica, non c'è slancio, nessuna ansia.  Piuttosto accettazione, un osservare, intravedere la possibilità, un prendere atto. Una rêverie lugubre (ma non sconfitta) che dice l'indicibile, l'inconfessabile, ammette la fatica, ascolta il bisogno e le fragilità. Di chi? dell'autore? del lettore? L'autrice si misura con i suoi tormenti, non senza tratti umoristici, immaginando, pianificando, mettendo in scena il superamento del limite, la fine propria o altrui (non è forse quasi lo stesso?). 

Un esorcismo (o desiderio) quasi compiaciuto. Una volta abbracciato, l'ineluttabile diventa libertà. Come per Kafka quando gli fu comunicato l'irreversibilità del suo male, libero finalmente dalla speranza come dalla preoccupazione. Non più tormentato dalla possibilità. 

Siamo oltre le intenzioni dell'autrice? e dunque sia, o non sarebbe poesia. 

Una lettura che tocca, divertentemente triste, liberatoria, dolorosamente piacevole. 

Banalmente: non banale, poetica.

[ 50 tentati suicidi più 50 oggetti contundenti / Alesandra Carnaroli / Einaudi ]


16 apr 2012

La casa dell’incesto - di Anais Nin


Anais Nin (1903-1977)
Il titolo è urtante, non ci sono dubbi, ma il testo è veramente lirico. Si tratta di un poemetto in prosa di appena una sessantina di pagine in cui l’autrice da libero sfogo a un lirismo esuberante in cui si mescolano erotismo, spunti psicanalitici e simbolismi surrealisti. Un linguaggio ricercato e una vaga trama esotica, dove realtà e sogno si mescolano lasciando erompere una tensione erotica, sempre intensa, che oscilla tra estasi e disperazione. L’autrice definì il proprio libro “la mia stagione all’inferno”.
La lettura di questo breve testo può spiazzare per la difficoltà nel trattenere la trama e per la difficile interpretazione dell’apparato simbolico, ma il suo pregio maggiore sta proprio in questo ostacolo alla concettualizzazione, lo si deve prendere come viene, come si ascolta una composizione musicale, senza sovrastrutture mentali alla ricerca di associazioni e/o rimandi, solo farsi cullare dalle suggestioni del flusso di parole. 
Per quanto possa sembrare remoto il collegamento, ho associato questo testo al “Pasto nudo” di William Burroughs, in entrambi i casi infatti il testo si sforza di lasciare che parole e immagini siano solo sè stesse, nude emanazioni della psiche dell’autore, della sua anima. Burroughs si definiva “un cartografo di sè stesso” e si sforzava di riportare senza mediazioni sulla carta le visioni allucinate della sua psiche sotto effetto delle droghe, ovvero (dal suo punto di vista) la realtà nella sua nudità, che spogliata di ogni sovrastruttura interpretativa fa emergere la violenza nascosta e le strutture di controllo. 
Dai suoi diari sappiamo invece che Anais Nin mise mano ripetutamente al testo de “La casa dell’incesto” che quindi (diversamente dalla pretesa neutralità di Burroughs) è evidentemente il frutto di un lavoro di cesello, ma quello che conta è che il testo finale mostra a mio avviso molte affinità con la “trascrizione” burroughsiana. “La casa dell’Incesto”  è una sorta di autoanalisi, una serie di associazioni spontanee e travestimenti interpretativi, l’esposizione di un’anima nelle sue tensioni e contraddizioni. Si parla dell’amore per un altra donna, ma il libro è sopratutto un indagine su sé stessa, sui propri desideri e paure, un percorso di consapevolezza che disvela la natura incestuosa dell’amore: l’oggetto del desiderio è una proiezione di una parte del proprio sé, un narcisismo; in questo senso l’amore dimora nella casa dell’incesto. 
Come già aveva notato Freud le rielaborazioni ex post della psiche sono più significative della fenomenologia immediata, come quando il ricordo di un sogno viene modificato ripetutamente facendo emergere la direzione impressa dall’inconscio. Borges ad  esempio era in grado di citare a memoria interi capitoli di opere lette molti anni prima, le poche ma significative inversioni o sostituzioni che la sua mente operava ai testi son l’indizio più significativo e suggestivo del  suo giudizio su di essi.

Per chi non pago della fruizione impressionistica del testo volesse invece inoltrarsi in un tentativo interpretativo di simboli e figure sarà un valido aiuto la lettura dei dettagliatissimi diari dell’autrice. Resta però per me il dubbio di quale valore aggiunto possa portare al piacere della lettura ricondurre a elementi biografici figure dal grande impatto poetico come la danzatrice senza braccia (riferimento allo spettacolo di un ballerino dell’epoca),  o il fatto che l’amore lesbico avesse un oggetto reale nella moglie di un suo amante, o ancora l’interpretazione in chiave psicanalitica di figure come quella del corpo nudo senza pelle, immagine poetica di una sensibilità intensa e compiaciutamente dolorosa.
Una lettura diversa, senz’altro consigliabile

- Curiosità
Anais Nin (1903-1977) fu amica di Antonin Artaud, amante di Henry Miller e della moglie di lui, June; intrecciò una relazione con il suo analista, il freudiano Otto Rank; grafomane, riversò nei diari i trascorsi libertini e la  sua intera vita di scrittrice.

Oltre che per i “Diari” è sopratutto celebre per la produzione di letteratura erotica la cui opera più famosa è la raccolta di racconti “Il delta di Venere” (1978).
“La casa dell’incesto” fu concepita all’inizio del 1932 ed ebbe la sua prima pubblicazione a New York nel 1935.

[ La Casa dell'incesto / Anais Nin / ES (edizione con testo originale inglese a fronte)

30 gen 2012

Athenaeum - Una rivista molto intellettuale, bandiera del romanticismo tedesco

Friedrich Schlegel
Nei brevi anni tra il 1798 e il 1800 fu pubblicata una rivista che vantò gli interventi dei più celebri esponenti del romanticismo tedesco di cui la rivista stessa fu luogo di coltura, confronto e teorizzazione

Fondata a Berlino nel 1798 dai fratelli Schlegel (August Wilhelm e Friedrich) la rivista in appena sei fascicoli impresse (prima) alla cultura tedesca e (poi) europea un segno indelebile. 
La rivista coagulò contributi, interventi e suggerimenti di autori i cui nomi sono divenuti in seguito celebri, tra questi oltre agli stessi fratelli Schlegel anche il filosofo Schleiermacher, lo scrittore e poeta Tieck, il filosofo Schelling e il poeta e filosofo  Friedrich Von Hardenbergh, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Novalis.
August-Wilhelm-Schlegel
Con tali giganti della cultura non è difficile immaginare come la rivista sia incredibilmente interessante e stimolante, quasi una sorta di laboratorio creativo che diede i natali alla corrente artistica e di pensiero che andrà sotto il nome di Romanticismo. Il livello degli interventi non è sempre omogeneo ma in generale è davvero alto, spesso altissimo; la differenza di posizioni poi è un’ulteriore ricchezza che quest’opera collettiva esprime al meglio.
Gli autori all’epoca erano giovanissimi, nel 1798 la loro età per lo più non arrivava a venti anni, ma la grandezza del loro intuizioni resta immutata ancora oggi a oltre due secoli di distanza. Tra i vari contributi meritano una particolare segnalazione “Polline”  e gli “Inni alla notte” di Novalis; e il celebre “Dialogo sulla poesia” di Friedrich Schlegel.
Oltre mille pagine del miglior romanticismo tedesco, consigliatissimo.
[ Athenaeum (1798-1800) / Tutti i fascicoli della rivista / Bompiani ]

10 giu 2011

Il guscio della tartaruga - Suggestive biografie mignon.

Silvia Ronchey

In questo libro troverete oltre sessanta micro biografie di vari personaggi dalla A di Agostino alla Z di Zenone passando per Doyle, Freud, Kerouac, Perrault, Rilke, Saffo, Huxley, Stevenson, solo per citarne alcuni. Miniature preziose come quelle di un codice medioevale, compilate da Silvia Ronchey che non lesina la sua erudizione di professoressa di filologia classica e civiltà bizantina. 

Il collage di citazioni “di” e “su” gli autori qui ritratti si chiude con un piccolo quiz cui rispondere online sul sito dell’editore, risolvendolo otterrete la possibilità di scaricare un pdf con la mappa completa delle citazioni.
[ Il guscio della tartaruga / Silvia Ronchey / Nottetempo ]


28 set 2010

Gli ultimi giorni di Holderlin


Friedrich Holderlin

Testimone diretto, Waiblinger frequentò Holderlin negli ultimi anni della sua vita, in questo breve scritto completato da alcuni estratti dai suoi diari, l'autore traccia un affettuoso ritratto del poeta negli anni bui del disagio mentale trascorsi nel rifugio della celebre "torre".
Toccante, si legge d'un fiato.


[ Friedrich Holderlin Vita, poesia e follia / Wilhelm Waiblinger / Adelphi ]

14 gen 2009

Baudelaire, monografia critica - di Calasso

Charles Baudelaire
Un bel saggio sul geniale e affascinante Baudelaire (1821-1867) poeta bohemien, dandy ed esteta.


Consigliatissimo, un approfondito studio sulla vita (movimentata) e sopratutto l'arte del poeta maudit.
Tra i tanti aneddoti delizioso quello sull'abitudine di Charles di dare appuntamenti nel tempio della cultura, al Louvre.

La folie del titolo come il lettore scoprirà non ha a che fare con la psichiatria ma con il gusto per il piacere e l'indolenza. Coerente con un personaggio che lamentava di sentirsi immobilizzare da una ipertrofia creativa.

Se conoscete bene Baudelaire apprezzerete senz'altro questo saggio, in caso contrario potrebbe essere una buona idea rinfrescare almeno "Les fleurs du mal".

[ La folie di Baudelaire / Roberto Calasso / Adelphi ]

19 nov 2008

Edgar Allan Poe


L'americano Edgar Allan Poe è senz'altro uno degli autori in vetta alla mia personale classifica di gradimento (si gioca il podio con Kafka). Geniale, tormentato, si cimentò in vari generi letterari sempre con risultati eccellenti spaziando dalla prosa alla poesia e alla saggistica

Leggendo Poe ci si confronta con i molteplici volti della sua genialità.
La notevole produzione offre vere e proprie gemme preziose tali da appagare i palati più esigenti e navigati.

La prima volta che lessi Poe avevo undici anni, si trattava di piccolo volume De Agostini dalla bella rilegatura verde con fettuccina di stoffa segnalibro e decorazioni dorate che gli conferivano una certa importanza, fu la prima lettura che mi colpì davvero, altro che "I ragazzi della via Pal". Il volume che conservo tutt'ora comprendeva una selezione di racconti alcuni dei quali mi affascinarono in modo particolare: "Il pozzo e il pendolo", "Il barile d'Amontillado", "William Wilson" (anche oggi tra i miei preferiti). nel corso dell'anno successivo mi procurai la totalità dei racconti (terrore, enigmi, grottesco e arabesco) e il romanzo Gordon Pym che lessi con grande avidità. Da allora ho riletto spesso Poe e ho completato la lettura delle sue opere (poesie, saggi, etc) nonché approfondito la conoscenza della sua tormentata biografia.

Rileggo Poe con una certa frequenza, in traduzioni diverse, qualcosa anche in lingua originale; ogni volta mi colpisce la profondità e ricchezza che caratterizza la sua scrittura, è come passare da un mondo rarefatto a uno molto denso.
Probabilmente Poe da il meglio di sè nei racconti perché come affermò egli stesso: "Nel racconto breve l'autore è in grado di attuare il suo pieno intento senza interruzione. Durante l'ora che dura la lettura, l'animo del lettore è sottomesso al suo controllo", ma Poe è eccellente anche nella produzione poetica, interessante come saggista e originale come romanziere, perciò rimane solo l'imbarazzo della scelta.

Per i neofiti segnalo tra i racconti "Il gatto nero", "Il cuore rivelatore", "La maschera della morte rossa", "La rovina della casa degli Usher", "Berenice" e tra le poesie la celeberrima "Il corvo".

Meno scontati meritano la segnalazione i racconti "Una storia delle Ragged Mountains" (un racconto dove l'intreccio utilizza un gioco metalinguistico ante litteram), il meraviglioso "Come si scrive un articolo Da Blackwood" autoironico esercizio di stile, "Manoscritto trovato in una bottiglia" versione à la Poe del vascello fantasma, "William Wilson" sul tema del doppio; belle le poesie tra cui segnalo "Il verme conquistatore (The Conqueror Worm)" e "Eleonora (Lenore)".

Riguardo alla poesia più celebre "Il corvo ("The raven" - 1845) segnalo un prezioso libricino edito da Interlinea che propone il testo originale in inglese accompagnato da una delle prime traduzioni in italiano (1896) oltre che la traduzione in francese di Baudelaire (1853 qui nella versione del 1859) e di Mallarmé (1875) il tutto arricchito dai disegni di Edouard Manet che impreziosivano quest'ultima traduzione. Per chi legge in francese interessanti le variazioni interpretative.

Poe fu inventore del genere poliziesco con i meravigliosi racconti con protagonista il logico e razionale Auguste Dupin, tra questi la segnalazione è d'obbligo per "Gli assassinii della Rue Morgue". Notevole anche "Lo scarabeo d'oro" il primo dei racconti di razioncinio in cui compare per la prima volta il personaggio analitico deduttivo che poi diventerà Dupin.
Nel meraviglioso "Gli assassinii della Rue Morgue" nelle prime pagine si delinea immediatamente il binomio eroe e comprimario dove quest'ultimo è il narratore delle straordinarie capacità intellettuali dell'amico Auguste Dupin, ed è in queste prime pagine che Dupin dà prova di incredibili capacità deduttive sorprendendo il suo comprimario con un'osservazione perfettamente pertinente ai suoi pensieri in quel momento, spiegata la catena deduttiva la cosa apparirà se non semplice almeno assolutamente logica, come l'uovo di Colombo: una volta svelata la soluzione tutto appare logico e quasi semplice.
Non vi ricorda niente? un altro comprimario, voce narrante, e il suo geniale amico investigatore? Sì è proprio lui, il personaggio di Sherlock Holmes ricalca in molti punti fondamentali il modello Dupin. E' lo stesso Doyle che in "Uno studio in rosso" (del 1887, il primo racconto in cui compare Sherlock Holmes) a far dire da Watson rivolto a Holmes:"Mi ricorda il Dupin di Edgar Allan Poe. Non immaginavo che personaggi del genere esistessero al di fuori dei racconti" e stizzito Holmes "A parer mio Dupin era tutt'altro che un genio" e critica la teatralità del suo insinuarsi nei pensieri altrui. Ma nel racconto del 1905 "L'avventura degli uomini danzanti" (dalla volume "Il ritorno di Sherlock Holmes") è proprio Holmes che sorprende Watson commentando in modo pertinente al flusso dei suoi pensieri, la modalità e le spiegazioni sono analoghe al passo di Poe ricordato prima. Un vero e proprio omaggio.

Infine l'unico e straordinario romanzo di Poe: "Le avventure di Gordon Pym" (tit. orig. The narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket) i cui si narra il viaggio ai limiti del mondo di un marinaio imbarcatosi su una baleniera. Il racconto evolve dallo stravagante al metafisico in un finale che a molti ricorderà la sequenza finale del fantascientifico "2001 Odissea nello spazio" di Kubrick.

Tra i saggi segnalo l'imperdibile "Filosofia della composizione" che ricostruisce le tecnicalità della poesia "Il corvo" e il saggio "Eureka" una cosmogonia per molti versi anticipatrice.

Edgar Allan Poe (Boston 1809 – Baltimora 1849) è oggi considerato uno dei massimi protagonisti della letteratura, un vero e proprio campione americano, ma in vita Poe per lo più non ebbe il giusto riconoscimento per il suo talento, specie in patria. Il suo successo partì dall'Europa dove trovò un estimatore e traduttore d'eccezione Charles Baudelaire.

La biografia maudit di Poe è un succedersi di disgrazie, la morte dei genitori, l'adozione a due anni, la morte della moglie, la povertà, infine l'alcolismo che probabilmente ne causò la morte.

Pressato da problemi economici, non sempre compreso, Poe tentò tutti i generi letterari inventandone persino alcuni; difficile dire se il suo eclettismo dipendesse solo dal suo grande talento quanto piuttosto dall'ansia di interpretare il mercato alla disperata ricerca di un compenso: quale che sia la verità, l'opera di Poe eccelle in tutte le sue declinazioni.

Consigliatissimo, da leggere e ri-leggere.

[ Opere scelte / Edgar Allan Poe / I meridiani Mondadori ]
(edizione elegante con un'ottima selezione della produzione di Poe: racconti, poesie, il romanzo e qualche saggio tra cui l'imperdibile "Filosofia della composizione")

[ Racconti del terrore - Racconti del grottesco - Racconti di enigmi / Edgar Allan Poe / Mondadori ]
(tutti i racconti in cofanetto di tre volumi)
[ Racconti Grottesche e arabeschi / Edgar Allan Poe / Rizzoli ]
(cofanetto in due volumi, interessanti le foto nell'introduzione)
[ Racconti / Edgar Allan Poe / De Agostini ]
[ Tutte le poesie / Edgar Allan Poe / Newton ]
[ Le avventure di Gordon Pym / Edgar Allan Poe / Mondadori ]
[ Eureka / Edgar Allan Poe / Bompiani ]
(Edizione curata, con testo originale a fronte)

[ Il corvo / Edgar Allan Poe / Interlinea ]
(testo originale con 3 traduzioni, comprese due in francese di Baudelaire e Mallarmè, disegni di Manet. Stupendo.)

[ The complete tales and poems of Edgar Allan Poe / Edgar Allan Poe / Barnes & Noble Book - New York ]
(elegante edizione in lingua originale )

16 mag 2008

Jorge Luis Borges

Jorge Luis Borges
(1899-1986)
Ecco un altro dei miei scrittori preferiti, l'impareggiabile Borges, colto, originale, l'erudizione in chiave sudamericana.
Che dire di Borges se non che fu un genio assoluto, il professore che tutti vorremmo avere avuto la fortuna di incontrare.

Per chi non conoscesse ancora il grandissimo scrittore di Buenos Aires, più che un consiglio, un imperativo: leggetelo.

Le opere complete contano una bella edizione Mondadori (Meridiani) ma trovate vari titoli in Adelphi o Einaudi.
Difficile scegliere tra la vasta produzione, tutto consigliabile, un piacere intellettuale intenso ad ogni pagina, da leggere e rileggere.

Labirinti, specchi, tema del doppio, il tempo, l'infinito, i libri, il sogno, questi alcuni dei temi ricorrenti nella prosa di Borges cui si affiancano scintillanti saggi e meravigliose poesie.

"Finzioni", i meravigliosi "Prologhi", "Il libro di sabbia", "Inquisizioni", "Altre inquisizioni", "L'Aleph", sono solo alcuni dei titoli irrinunciabili di questo grandissimo autore.

Forse un buon modo per cominciare a conoscere Borges può essere leggere le sue lezioni universitarie, ormai completamente cieco, attinge alla sua prodigiosa memoria intessendo gioielli di erudizione in modo accessibile agli studenti di ogni epoca. 
Come si potrebbe non amare la poesia o la letteratura dopo avere ascoltato Borges spiegarla?


"L'invenzione della poesia. Le lezioni americane" raccoglie le lezioni sulla poesia tenute ad Harvard nel 1967.
"La biblioteca inglese" raccoglie le lezioni sulla letteratura inglese tenute a Buenos Aires nel 1966.

[ Tutte le opere (2 volumi) / Jorge Luis Borges / Mondadori ]
[ L'invenzione della poesia. Le lezioni americane / Jorge Luis Borges / Mondadori ]
[ La biblioteca inglese. Lezioni sulla letteratura / Jorge Luis Borges / Einaudi ]

6 mag 2008

Una solitudine troppo rumorosa - di Bohumil Hrabal


Il titolo, è stato questo ad attirarmi, la poesia era già nel titolo. Poi la lettura e la gioia dell'incontro, un libro poetico, sognante

La storia di un uomo che pressa la carta al macero in un'esistenza solitaria rischiarata solo dal rapporto a un tempo ingenuo e profondo con i libri, quelli che salva dal macero e porta a casa dove li custodisce come tesori. Un uomo semplice che diventa colto malgrado tutto, anche sè stesso. Una storia d'amore sui generis, l'amore per la cultura. 

La claustrofobica ambientazione, l'epilogo drammatico, la putredine della decadenza, eppure ciò che resta è leggerezza, sogno.

Un libro onirico, autobiografico, praghese, malinconico, che sprigiona simboli come fuochi d'artificio.

Una lettura che lascia il segno, impossibile non evocarne le immagini potenti ogni qualvolta sfiorerete un libro antico, respirerete l'odore della carta, della polvere.

Un omaggio d'autore all'incantesimo della lettura.

[ Una solitudine troppo rumorosa / Bohumil Rhabal / Einaudi ]